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LA
NASCITA
L'Unione Sportiva Empedoclina, nasce a
Porto Empedocle intorno al 1933. Facevano
parte di quella squadra i giocatori : Totò
Pavia, Lullù Alletto, Riccardo Carusino,
Luigi Attanasio, Carmelo Melluso, Saro Agrò,
Totò Agrò, Tano Capraro, Luzzu Mazza,
Pasquale Miccichè, Nenè Ciotta, Luzzu
Bellomo, Francesco Fiorica, Ernesto Lo
Presti, l'Ammiraglio Sciangula e Peppi
Mirabella, che giocò in serie B con Foggia e
Bari. Si sa ben poco però di quegli anni in
cui l'Empedoclina calcistica incomincia a
iscrivere il proprio nome nell'albo del
calcio siciliano. Solo nel campionato 1938-39 si riesce a
parlare concretamente di Empedoclina. E' il
periodo dell'anteguerra, periodo triste per
la storia d'Italia e in particolare per Porto
Empedocle. L'Empedoclina partecipa al
campionato di prima divisione e si classifica
terza, dopo solo a squadre di grosso
prestigio e valore calcistico come Juventina
Palermo ( classificatasi al 1° posto ) ,
Marsala e fuori classifica il Palermo
riserve, che all'occorrenza faceva giocare
calciatori titolari squalificati della prima
squadra. Era il periodo pionieristico e in
quella formazione militavano giocatori di
valore come Alletto, Grilletto, Cavicchioli,
Lo Presti, Curto, Blundo, Milana, Ragona,
Ristagno, Menichelli, Musumeci, Santacolomba,
Mazza. Sui muri della sede dell'Empedoclina,
gli slogan di incoraggiamento per la squadra
erano delle filastrocche che restavano
impresse nella memoria. Una faceva così:
Corri, corri littorina
Senza nafta e benzina
Se non segni mio
Ristagno Io mi lagno.
Dal 1940 e fino alla fine delle ostilità
belliche, l'Empedoclina non potette più
partecipare a campionati federali, perché il
paese era in zona di operazioni di guerra e
si può capire quali erano le condizioni di
vita della popolazione, provata dalla fame e
dai morti sotto le bombe nemiche. La miseria
era tanta, al punto che qualcuno pensò di
forzare il magazzino della società dove
venivano custoditi gli indumenti di gioco.
Per qualche periodo si vide in giro gente con
addosso la maglia bordò-sesia di lana
pesante dell'Empedoclina, a cui avevano tolto
il numero dalle spalle ma era rimasto l'alone
e quindi anche in questo modo non passavano
inosservati. Ma la lana, specialmente nei
mesi freddi era un indumento che dava
conforto. Nel 1943
però a Porto Empedocle si erano costituite
delle formazioni locali che davano vita a un
torneo di calcio. Queste erano : la
rappresentativa Studenti Medi, la
rappresentativa Studenti Universitari e gli
Intrallazzisti . Negli anni seguenti 1944-45, viene
effettuato un altro torneo locale fra le
squadre di estrazione politica. Queste erano:
Virtus ( DC ), Proletaria ( PCI-PSI ),
Diavoli Neri ( Destra ), Fiamma Azzurra (
apolitica ). In seguito, fra tutte queste
formazioni, venne fatta una Rappresentativa Empedoclina
che disputò partite amichevoli con il
Piffero Blu di Agrigento.
IL
DOPOGUERRA
Nel 1949 a Porto Empedocle nacque l'Audax,
squadra formata da elementi dell'azione
cattolica, che partecipò a campionati
federali giovanili. Il presidente fu il
defunto Totò Gelardi. Nella stagione
1948-49, l'organismo generale per la gestione
dei campionati regionali per la Sicilia,
varò un nuovo assetto per le società
dilettantistiche, strutturato nella seguente
maniera: 5 gironi di prima divisione,
composte dalle sei alle otto squadre
partecipanti, ( le otto squadre meglio
classificate, dovevano contendersi in una
fase finale la leadership ). Nella stagione
successiva, stiamo parlando del 1949-50, questa
struttura venne modificata e assistiamo
quindi alla formazione di: - Un girone di
Prima divisione regionale - Sei gironi di
Seconda divisione regionale. Bisogna
sottolineare, che era un calcio
prevalentemente "dopolavoristico" e
lo conferma sia il modo di allenamento, che
la preparazione alla partita della domenica.
Pure il nome di certe società, portavano la
denominazione di imprese di lavoro. Intorno
al 1950, si ricostituisce l'U.S. Empedoclina
che partecipa al campionato di seconda
divisione 1950-51, classificandosi al
penultimo posto. Nel torneo del 1951-52
l'Empedoclina è ancora in seconda divisione
e al termine della stagione, si classifica al
2° posto, dopo il Casteltermini. Nel
campionato del 1952-53 venne varato il
campionato di Promozione Regionale a girone
unico con 16 squadre, mentre i gironi di
prima divisione diventano due e quelli di
seconda divisione quattro. L'Empedoclina in
quell'anno finisce al terzo posto del girone
D nel campionato di seconda divisione. Nel
campionato successivo 1953-54 partecipa alla
prima divisione, concludendolo al terzultimo
posto. Arriviamo al campionato 1958-59 torneo
di seconda categoria. L'Empedoclina si
classifica al quintultimo posto e anche
questa volta cessa l'attività calcistica.
Ancora una riforma nel 1959-60. Il campionato
dilettantistico viene diviso in due tronconi
geografici.
LA
RINASCITA
Nel mondo: Ottobre 1964. La Cina comunista
ha fatto esplodere nel poligono di Lop Nor la
sua prima atomica. Le Olimpiadi di Tokio per
la prima volta vengono seguiti in diretta Tv
in tutto il mondo grazie ai satelliti
artificiali. Il 1964
è l'anno della vera rinascita
dell'Empedoclina. Viene costruito l'attuale
stadio comunale di via dello Sport. Il Comune
chiede al CONI un finanziamento di 15 milioni
con un mutuo senza interessi per 15 anni. Il
progetto prevede: campo di gioco con manto
erboso delle dimensioni di 100 per 50 metri,
uno spogliatoio e la rete di protezione per
l'intero perimetro. Il muro di cinta e le
gradinate vengono costruite in seguito con
fondi comunali. Il progetto viene firmato
dall'Ing. Velio Cuffaro e redatto
dall'ufficio tecnico del comune. Il Direttore
dei lavori è stato Umberto Randisi. Lo
stadio viene intestato con delibera comunale,
alla memoria dell'arbitro federale di Porto
Empedocle Raffaele
Barbato, morto in guerra durante il
secondo conflitto mondiale. Fino ad allora la
società marinara non aveva un suo stadio e
bisognava recarsi alla vicina Agrigento per
disputare le gare casalinghe, ma anche per
allenarsi durante la settimana.
Nel dicembre del '64 Saragat viene eletto
Presidente della Repubblica. Per il
campionato 1964-65 la società calcistica
Libertas Empedocle, costituitasi nel 1957
disputando con onore i campionati provinciali
giovanili Juniores ed Allievi vincendo
diversi titoli provinciali, cambia
denominazione in U.S.Empedoclina
e viene iscritta al campionato di prima
categoria, disputando l'ultimo campionato ad
Agrigento. Per l'inaugurazione
dello stadio, viene invitata la
società Roma di Agrigento; il risultato di
quella partita fu di 2-2. E' il periodo in
cui emergono giocatori come: Morreale, il
Dott. Giuseppe Di Betta e il fratello Elio,
Lo Presti Pasquale, Lazzaro, Paturzo,
Gagliardo, Totò Sciangula, Gucciardo,
Ciulla, Cretella, Forte Tonino, Forte
Alberto, Franco Mirabella, Riguccio Michele,
Portera, Miccichè, Vella Pino, Peppuccio
Butera,Vincenzo Falzone. Gli agrigentini:
Curto, Lo Scalzo, Camera, Riggio, Pennino,
Gelardi, Preti, Messina, Alletto
(stinnicchiato). I realmontini: Miceli e
Alletto. I campofranchesi D'Agrò, Lo Manto e
Lo Curlio. Collaboratore principale del Sig.
Sciangula nella Libertas è stato il Rag. Sicurelli Giuseppe,
valente preparatore atletico. Valido
segretario dell'Empedoclina sino al 1978, fu il compianto Agostino Marrale. Lo
era stato precedentemente della Libertas dal
1956 al 1965. La sua competenza aggregata
alla dote di saggezza e di comportamento nei
confronti dei giocatori e dei dirigenti. Dopo
l'omologazione dello stadio, la prima gara
ufficiale disputata fra le mura amiche, fu
Empedoclina-Esakalsa ; era il 04 novembre e
il risultato fu di 1-0 per l'Empedoclina con
rete di Carta.
Nella stagione 1965-66
l'Empedoclina giocò in casa dopo venticinque
anni di assenza, vincendo il torneo di prima
categoria girone D con quarantadue punti. Il
girone era formato da tredici squadre, di cui
facevano parte: Campofranco, Licata,
Caltagirone, ecc
L'Empedoclina vincendo
il torneo passa in Promozione, allora
chiamato Dilettanti. In quel campionato perse
una sola partita a Niscemi per 2-1. Nel
campionato 1966-67, viene tolta l'erba dal
terreno di gioco, perché necessitava di
molta manutenzione che non era possibile
fare. Per effettuare i lavori l'Empedoclina
giocò ancora ad Agrigento.
Arriviamo all'anno 1971. Nel gennaio si
dividono i Beatles. In questo periodo le
continue assemblee del Presidente della
Federazione Dilettanti Siino con i
responsabili delle società, si basano per la
prevalenza sul falso dilettantismo praticato
da diverse società di calcio. Le
retribuzioni ad allenatori e giocatori, erano
abbastanza congrue, per cui molti di questi
protagonisti venivano a giocare nelle
categorie dilettanti, percependo compensi che
permettevano loro, di vivere di solo calcio.
Questo si poteva accettare fino a quando
però, il pubblico rispondeva in massa
riempiendo gli spalti degli stadi, mentre
allo stesso tempo il calcio diveniva veicolo
di propaganda commerciale e politica per
alcuni Presidenti e Dirigenti. Nel campionato
1969-70 l'Empedoclina partecipa al campionato
Dilettanti nel girone B e si classifica al
terzo posto dopo solo ad Avola ( promossa ) e
Megara A. Nel maggio 1973 la Juventus vince
il suo quindicesimo scudetto andando a
vincere a Roma. Per il campionato 1973-74 il Presidente Traina Francesco,
affida all'allenatore Lucentini una squadra
formata da giocatori del calibro di: Di Mora,
Quartararo, Marullo, Ciancimino, Muratore,
Indelicato, Prestia e Festa ( per citarne
alcuni ), dando il via al ciclo più bello e
appassionante della storia dell'Empedoclina.
In quel girone A di Promozione, la squadra di
Porto Empedocle si classificò terza con
trentaquattro punti, solo dopo a Terranova e
Alcamo che chiusero con quarantasei punti e
disputarono lo spareggio ( vinto dal
Terranova ) per accedere alla serie
superiore. Nel campionato 1975-76, avvenne un
drammatico incidente che coinvolse dei tifosi
dell'Empedoclina al seguito della squadra in
trasferta a Canicattì. Era il 09 nov. 1975 e
c'era molta euforia nell'ambiente. Se
l'Empedoclina riusciva a vincere scavalcava
in classifica il Canicattì. La partita non
fu delle più belle, si perdeva per 1-0 (poi
risultato finale), ma il pubblico locale si
faceva notare per il continuo lancio di
ombrelli in campo e roba di altro genere, che
avevano fatto sdegnare gli spettatori
dell'Empedoclina, che ancor prima della fine
della partita lasciavano già lo stadio. In
una macchina che stava facendo ritorno a
Porto Empedocle, viaggiavano : Calogero
Volpe, Tuttolomondo Francesco, Alongi
Alfonso, Barba Salvatore e Caruana Giuseppe.
Improvvisamente da una trazzera vi fu una
macchina che stava uscendo a marcia indietro.
L'autista non riuscì ad evitare l'impatto e
l'auto degli empedoclini venne speronata.
L'incidente fu abbastanza grave e ne furono
testimoni anche gli altri empedoclini che nel
frattempo passavano dal luogo dell'accaduto.
Nel paese ci fu una grande sensibilizzazione,
avvenne una raccolta di sangue per aiutare i
più gravi; purtroppo però per Alongi
Alfonso non ci fu niente da fare. Gli altri
restarono ricoverati in ospedale per diverso
tempo e ancora oggi qualcuno mostra sul
proprio corpo il ricordo di quel drammatico
giorno. Alongi, il giorno del funerale, venne
portato a spalla dai giocatori
dell'Empedoclina e la sua bara fu ricoperta
con la bandiera granata.
Marzo 1978 viene rapito il Presidente
della DC Aldo Moro. L'Empedoclina nel
campionato 1978-79 girone A di
Promozione, sfiora il salto di categoria mai
riuscito nella sua storia. Si classifica al
secondo posto dopo la Nissa di Caltanissetta,
riuscendo negli scontri diretti a vincere in
casa per 2-1 e a pareggiare in trasferta 1-1
dopo aver condotto in vantaggio fino a
qualche minuto dal termine dell'incontro.
Grandi folle di tifosi seguivano in quegli
anni le trasferte dell'Empedoclina, quasi mai
delusi dalle prestazioni della squadra. A
quel girone partecipavano grosse società
come il Favara, il Cantieri Navali, il
Castellammare, il Licata, il Ravanusa, la
Termitana ecc. Presidente dell'Empedoclina
era il cavaliere Sessa,
che non aveva badato a spese per allestire
una squadra competitiva, affidandola alle
mani sapienti dell'allenatore Annaro.
Milazzo, LoBrutto, C. Hamel, Barbadoro,
Festa, Marullo, Prestia, Cipolla, Indelicato,
Cortese, Rivellini e Reina furono la base
solida degli anni migliori dell'Empedoclina.
Reina Claudio nel 1978 aveva 21 anni e la sua
storia lasciò il segno nel ricordo dei
tifosi e nella società. Il suo ruolo era
centrocampista e veniva da Trapani. Era
considerato a ragione un
"gioiello". Ma una visita medica ne
riscontrò una malformazione al cuore e
sembrò perduto per il mondo del calcio. Il
Presidente Sessa lo fece consultare dai
migliori medici specialisti e dopo la grande
paura Reina ritornò a giocare agli ordini
del mister Annaro.
L'Empedoclina nella sua lunga storia
calcistica, grazie a un buon vivaio, forma a
getto continuo grandi talenti locali che
hanno alterne fortune in società di grosso
nome e importanza calcistica. Uno dei primi
di questi giovani calciatori è stato Oreste
Morreale, ceduto all'Akragas all'età di 18
anni. Riuscì a disputare sedici partite in
serie C, ma un duplice brutto infortunio alla
spalla gli precluse la carriera calcistica.
Benito Filippazzo si è affermato in campo
nazionale giocando in serie C con l'Akragas
diversi campionati. Ingaggiato dal Catania
disputò una partita di Coppa Italia a
Bergamo contro l'Atalanta, proveniva dal
vivaio dell'Empedoclina. Falzone, ceduto al
Terranova in quarta serie. Giovanni Iapicone
venne ceduto al Varese in serie B. Riccardo
Filippazzo, approdato alla Fiorentina in
serie A. Farruggia al Ragusa in seie D.
Prestia al Mazara in serie D. Di Emanuele e
Bennardo al Modica in quarta serie. Policardi
al Canicattì in quarta serie. Portelli alla
Folgore di Castelvetrano in quarta serie.
Raimondo Filippazzo al Siracusa. Fabio Hamel,
giocò in serie C con il Licata di Zeman. E
poi Andrea Milazzo, Unico Empedoclino a
vestire la maglia da titolare nella Nazionale
dilettanti. Questi giocatori hanno
rappresentato il calcio empedoclino e sono
stati solo quelli di maggior spicco, ma per
chi ha avuto grosse possibilità per il loro
valore calcistico, molti altri anche se
meritevoli non hanno avuto l'opportunità.
Arriviamo al campionato 1981-82. L'Empedoclina
vive un campionato sfortunato. Si classifica
quartultima con ventisei punti nel girone A
di Promozione e deve fare lo spareggio con
l'Orlandina, anche questa quartultima del
girone B, per non retrocedere in prima
categoria. Il mister Sanfilippo
Salvatore riesce a impostare una buona
formazione, ma il goal salvezza arriva solo
verso la fine ( 78' ). C'è grande euforia
per lo scampato pericolo, ma nubi scure si
addensano all'orizzonte a minacciare il
cammino dell'Empedoclina. Nel luglio dell'82
assistiamo a caroselli di auto, sfilate e
tricolori, in un Italia che esplode in una
notte di follia: allo stadio Barnabeu di
Madrid, gli azzurri hanno vinto per la terza
volta il campionato del mondo di calcio
battendo la Germania Ovest per 3-1. Nel
campionato 1982-83 l'Empedoclina si
classifica penultima con sedici punti
realizzati e dalla Promozione retrocede in
prima categoria. Intanto il Comune ha pensato
di far costruire nuovi spogliatoi, più
funzionali e spaziosi, con una struttura che
comprende locali di segreteria e magazzino.
Dopo due campionati trascorsi in prima
categoria, il primo concluso al quarto posto
e il secondo con la promozione, l'Empedoclina
ritorna di gran carriera nel girone di
Promozione. La gestione della società nel
frattempo era passata al Presidente Siracusa Pietro,
coadiuvato fra gli altri dai signori Di Marco
e Deleo membri del Direttivo. Questa
promozione è troppo dispendiosa per le casse
della società che non riesce più a
mantenere la stabilità economica e nel
torneo 1985-86, la compagine marinara si
classifica all'ultimo posto retrocedendo in
prima categoria. C'è ancora reazione per
poter risollevarsi dalla polvere dove è
caduta, anche perché dirigenti appassionati
lavorano per il bene della società. Dopo
aver sfiorato la promozione al primo anno di
prima categoria, viene ottenuta l'anno
successivo con la presidenza di Calogero Gucciardo,
allenatore Firicano
e giocatori di esperienza come Iapicone
Giovanni, Ciancimino, Carlo Hamel, Rivellini,
ecc
LA CADUTA
L'Empedoclina si mantiene a buoni livelli
di rendimento per altri tre campionati di
Promozione, poi la Lega nel campionato 1991-92 vara due
gironi di Eccellenza a cui prendono parte di
diritto tutte le società che militano in
Promozione, mentre vengono portati a tre i
gironi di Promozione, a sei quelli di prima
categoria e a dodici quelli di seconda
categoria. L'Empedoclina al secondo anno di
militanza in " eccellenza "
retrocede, iniziando quella fase discendente
a cui nessuno riesce più a porre rimedio.
Abbandonata da chi poteva gestirla non
trovandosi più nella situazione economica
ideale. Abbandonata dagli amministratori
comunali che dimezzano o tagliano quasi
completamente il contributo annuale.
Abbandonata da diversi giocatori che
aspettando inutilmente il compenso pattuito
all'inizio del campionato, l'Empedoclina
rinuncia a disputare due gare, viene
penalizzata di un punto per ogni gara e alla
fine del campionato 1992-93 viene retrocessa
in Promozione. Nel campionato successivo 1993-94 si classifica
al quattordicesimo posto, effettua lo
spareggio con il Terranova e lo perde.
Dovrebbe retrocedere ancora, ma nel frattempo
il Presidente in carica Crapanzano si dimette
e prende in mano le redini della società Speranza
Giuseppe, che cerca subito di mandare
una lancia di salvataggio all'Empedoclina;
sostenuto dalle promesse economiche poi non
corrisposte dal Sindaco Gibilaro, si impegna
a far ripescare la società confermandola nel
campionato di Promozione. L'operazione porta
solo un indebitamento eccessivo e inutile,
perché l'Empedoclina si classifica
all'ultimo posto e retrocede ancora una volta
in prima categoria. Con la delibera del
Consiglio comunale n° 85 del venti settembre
1994, viene votata a maggioranza la rinomina
dello stadio di Via dello Sport al giovane Vincenzo Collura, già
giocatore dell'Empedoclina e morto per un
incidente sul lavoro. La cittadinanza che ha
reso tributo di stima e affetto, ha fatto
pervenire in data 26/5/1994 una petizione
sottoscritta da 1.100 cittadini empedoclini
che chiedono di dedicare lo Stadio Comunale
alla memoria dell'atleta scomparso. Nella
seduta il Consigliere Orazio Guarraci enuncia
il punto all'Ordine del Giorno e ribadisce le
motivazioni . Dopo dibattito si passa al
voto. La maggioranza, 13 Consiglieri su 20,
approva la rinomina dello stadio. Assistiamo
in questi ultimi anni ( 1996-97-98 ) a una
militanza in prima categoria che comporta tre
campionati trascorsi verso il fondo
classifica raggiungendo la salvezza solo
nelle ultime gare di campionato. Il
Presidente Speranza, unico responsabile delle
sorti e gestioni della società, è troppo
solo per poter mantenere alto il blasone
dell'Empedoclina che al terzo anno
consecutivo di militanza in prima categoria
nel campionato 1997-98 sfiora
anche la retrocessione in seconda categoria.
L'Empedoclina si classifica al penultimo
posto assieme allo Sciara e le due squadre
debbono fare lo spareggio in campo neutro per
la permanenza in prima categoria.
L'allenatore Soglia abbandona la squadra e
così lo spareggio viene gestito dal
direttore tecnico Sanfilippo Salvatore, che
essendo allenatore di esperienza, avendo
trascorsi di non lontana memoria con un altro
spareggio abbastanza sofferto, quello con
l'Orlandina. E' scritto nel destino quello
che l'uomo costruisce con la sua opera.
Il 17 maggio a Casteltermini una tempesta
d'acqua e fulmini si abbatte sul paese un'ora
prima della partita. Si riesce a giocare al
limite dell'impraticabilità, perché il
terreno di gioco era divenuto un pantano.
L'Empedoclina riesce a vincere per 2-1 dopo
una sofferta partita condotta sempre in
vantaggio, ma con lo spettro dei tempi
supplementari. Alla fine della gara negli
spogliatoi non ci sono trionfalismi. Si deve
già guardare al futuro. Ed ecco che il
futuro è già davanti alla porta e diventa
presente. Il presidente Speranza riuscendo ad
ammortizzare i debiti accumulati negli anni
di gestione, cerca di dare una svolta
positiva all'Empedoclina. Mette quindi nelle
mani dell'esperto Di
Benedetto le sorti della squadra.
L'allenatore ha trascorsi ed esperienze di
giocatore in società semiprofessioniste e
mette la sua professionalità nell'allestire
un'ottima formazione. Fa effettuare una
preparazione al campionato e usa metodi di
allenamento che da moltissimo tempo non si
vedevano svolgere sul terreno del
"comunale". Circondandosi di gente
esperta e di giovani di buon valore, Di
Benedetto riporta l'Empedoclina nelle prime
posizioni della classifica di 1^ categoria.
Accumula vittorie e ottime prestazioni sia in
casa che in trasferta, memorabile quella
ottenuta a Piazza Armerina per 3 a 1. Ma si
cambia ancora, ed arriviamo all'ultimo
campionato del millennio. Questa volta la
dirigenza è decisa: si punta alla promozione
senza mezzi termini. Il direttore tecnico e
il presidente vogliono andare sul sicuro e
scelgono uomini vincenti ed esperti.
L'allenatore Militello
chiede ai giocatori determinazione e
concretezza. L'avvio del campionato però non
è dei migliori a causa dell'indisponibilità
dello stadio, chiuso dalla "commissione
turismo e spettacolo" per il mancato
adeguamento alle norme CEI a cui i tecnici
responsabili del Comune non avevano
provveduto. L'Empedoclina deve disputare
quasi tutte le partite interne del girone di
andata in campo neutro. Si ha qualche battuta
di arresto, che alla fine costerà cara, ma
poi una marcia irresistibile porta in vetta
alla classifica la squadra di Porto
Empedocle, che ha in Massimo Biancola leader
e grande realizzatore. Viene superato con una
formazione rimaneggiata il Fincantieri di
Palermo rimasto ultimo ostacolo alla
promozione e poi via spediti verso il
traguardo. Siamo all'ultima giornata di
campionato, si intravede la serie superiore,
sembra fatta, ma proprio all'ultimo gradino
si inciampa e si cade, mentre la squadra
palermitana vince sul filo di lana alla
distanza di un solo punto. E' una grande
delusione, ma si cerca di avere una reazione
cercando di vincere i play- off.
L'Empedoclina è prima nel proprio girone, ma
poi cala la concentrazione, le forze si
esauriscono e finisce a Sciacca contro il
Camporeale il sogno promozione. Sembra tutto
compromesso, ma il presidente Speranza non
vuole darsi per vinto e tenta la carta del
"ripescaggio". Passano i giorni
aspettando dalla Lega la decisione.
Finalmente il 21 luglio la sentenza:
l'Empedoclina dopo cinque campionati in 1^
categoria fa ritorno in
"Promozione". Abbandoniamo un'era,
un'altra se ne apre. E' il tempo di internet.
L'Empedoclina nasceva intorno al 1933, oggi
è nel nuovo millennio, la storia continua.
IL NUOVO SECOLO
Internet la finestra sul mondo.
Nasce il primo sito per l'Empedoclina
"digilander.libero.it/empedoclina1"
realizzato da Franco Lazzara con la
collaborazione tecnica di Raimondo Marullo.
E' un altro importante passo avanti per far
conoscere la nostra storia e nello stesso
tempo farla ricordare a chi ha amato
l'Empedoclina. Infatti all'autore tramite
posta elettronica arrivano comunicati da ogni
parte d'Italia e anche dagli Stati Uniti
D'America.
Inizia il campionato di
"promozione" 2000 - 2001.
L'allenatore Lillo Capraro mette assieme un
buon gruppo che senza tentennamenti si avvia
subito bene e termina il campionato
conquistando un meritato quarto posto.
Purtroppo nei play-off pur vincendo in casa
con il Licata, nella gara di ritorno per
differenza reti siamo fuori.
E un periodo molto positivo per la
società granata che gestisce il campionato
di promozione con una grande maggioranza di
giocatori marinisi, ma al solito
la situazione economica la fa da padrona e
per prima cosa laccordo con il mister
Capraro non viene confermato. Non cambia di
tanto la situazione. Viene data a La Corte la
responsabilità di gestire la squadra nelle
vesti di giocatore allenatore. Le cose
non è che vanno poi tanto male,
lEmpedoclina si mantiene in questo
campionato 2001 2002 a metà
classifica fino a quando una batosta subita
con la Barrese (6 a 1) non fa cambiare le
cose. Si, sicuramente qualcosa si era rotto;
così nel mese di dicembre viene richiamato
alla guida della squadra Lillo Capraro, che
tanto bene aveva fatto nella sua gestione.
LEmpedoclina raggiunge a fine
campionato un tranquillo e meritato settimo
posto in classifica, mentre il presidente
Speranza con il segretario Santamaria vola a
Roma a ricevere dalle mani del presidente
della F. I. G. C. Franco Carraro alla
presenza dellintero staff federale,
lattestato di benemerenza per la
storica società granata con oltre cinquanta anni di
ininterrotta attività agonistica. Fra
successi, amarezze e promozioni è un
riconoscimento che da stimolo a tutta la
società per poter ripartire ancora ed essere
protagonista nei campionati dilettantistici.
Si cerca di cavalcare londa cercando
di mantenere per quanto possibile un assetto
di squadra che non dia grossi problemi.
Questo è il concetto e lapproccio al
nuovo campionato 2002 2003, ma le cose
non vanno sempre come uno se li propone. Dopo
una buona partenza in coppa Italia, dove si
superano i primi due turni, inizia il
campionato ma lEmpedoclina non riesce a
staccarsi mai, anche nel proseguo, dalla zona
bassa della classifica e la società volendo
dare una svolta alla situazione precaria ne
fa subire le spese allallenatore
Capraro che a dicembre viene sostituito da
Lillo Farruggia. E un ritorno, quello
del ragazzo lanciato giovanissimo dalla
società granata in una fortunata carriera
calcistica, ricolmo di orgoglio e reazione.
Si conquista qualche posizione ma alla fine
del campionato non si può fare a meno di
andare a disputare i play out sul campo
neutro di Licata contro lAcate. E
uno spareggio che si ricorda anche per la
partita fatta disputare due volte. Una volta
pareggiata 2 a 2 e la seconda vinta per uno a
zero con rete di Piruzza. Il motivo della
ripetizione della gara che il risultato di
parità bastava alla salvezza
dellEmpedoclina meglio classificata,
non andò giù agli avversari che fecero
ricorso per un improbabile errore di numero
maglia non riconosciuta. In un primo tempo il
giudice sportivo decretò la ripetizione
della partita, ma la società granata si
appellò alla CAF e quindi spese avvocatura
che da soli costarono cinque milioni di lire
e ancora: trasferta, ritiro e partita
ripetuta con vittoria finale. Però il finale
non fu quello, perché dopo un paio di giorni
dalla fine della seconda partita arrivò il
responso definitivo. La gara finita 2
2 era quella valida e regolare, quindi tutto
il resto fu di contorno.
La salvezza conquistata con tanta ansia e
apprensione fa cambiare il vento in seno alla
società granata. Movimento ed euforia per le
positive novità è quello che si respira
nellestate empedoclina. Il presidente
Speranza da tempo lasciato solo a sostenere
le sorti della società, viene ad essere
appoggiato da una cordata di imprenditori,
con lex assessore provinciale Paolo
Ferrara che prende la carica di presidente
onorario, stilano un ambizioso programma a
termine di tre anni con lintendo a
raggiungere la promozione in serie D alla
fine del terzo anno. Confermato Farruggia
come allenatore, vengono portati nelle file
granata giocatori come Bonvissuto, Sclafani,
Iacono, Minio . . . solo per citarne alcuni,
che accettano lambizioso progetto
dellEmpedoclina. La presentazione al
palazzo comunale della società granata al
cospetto del sindaco Paolo Ferrara e della
sua giunta è una festa, fra interviste e
telecamere gli increduli tifosi e curiosi non
credono ai loro occhi. Ad allietare il già
clima festoso, va la presenza massiccia dei
gruppi giovanissimi e allievi con
tutti gli allenatori della scuola calcio a
dimostrazione della continuità nella
speranza posta al settore giovanile da sempre
prolifico nella storia della società.
La partenza del nuovo campionato è molto
positiva e già allinizio si delinea
landamento di questo girone che vede
Carini ed Empedoclina a primeggiare. Alla
società però latteggiamento
difensivista di Farruggia specialmente nelle
gare esterne da dove arrivano pochissime
vittorie che creano un vuoto abissale fra la
prima Carini e lEmpedoclina scivolata
al terzo posto superata anche dal Bagheria
non piace. Il 24 gennaio 2004 Lillo Farruggia
si dimette e a prendere il suo posto è un
altro empedoclino, Raimondo Filippazzo, che
dando un assestamento alla squadra anche con
qualche rinforzo, inizia a macinare vittorie,
supera il Bagheria e si avvicina
inesorabilmente al Carini. Riesce solo la
disastrosa trasferta del confronto diretto
col Carini finito 6 0 a sancire la
prima promossa in eccellenza. Resta comunque
la carta dei play-off per raggiungere la
sospirata promozione. Va sottolineato pure il
traguardo delle 19 realizzazioni ottenute da Accursio Sclafani,
capocannoniere del girone D.
Si festeggiano i 70
anni di vita di una delle più datate
squadre della Sicilia: lEmpedoclina.
Sono dei festeggiamenti sobri, semplici,
senza niente che possa fare particolare
clamore, proprio in vista degli impegni
prossimi che potrebbero distogliere la
concentrazione. Si organizza un incontro di
calcio con le vecchie glorie di Akragas ed
Empedoclina; così si rivedono a Porto
Empedocle i vari: Di Mora, Indelicato,
Pasquale Forte, Di Emanuele, Ferrigno,
Posante, Riccardo Filippazzo, Muratore,
Cipolla, Sergio Iapicone per
lEmpedoclina, mentre Galia, Catalano,
Di Benedetto, Longo, Nobile, Colucci e altri
ancora per lAkragas. E tutto un
rinvangare vecchi ricordi, specialmente per
quelli di parte granata.
In quel di Partanna, stadio designato per la
prima gara dei play-off, ci si arriva con la
consapevolezza del doppio risultato a
disposizione. Questo sicuramente fu
determinante per gli uomini di Filippazzo,
che in campo contro il Petrosino pensavano di
risolvere lincontro in qualsiasi
momento. Anche la parte più calda del
pubblico fece la sua parte negativa,
offendendo per tutta la gara il collaboratore
dellarbitro a due passi sotto la
gradinata. Il Petrosino segnò la rete che
gli concedeva il passaggio del turno e quando
lEmpedoclina nellultima azione
della partita riuscì a mettere la palla
dentro la rete, il segnalinee gustò la
vendetta facendo annullare la realizzazione.
Si scatenò una ressa di giocatori contro il
collaboratore del giudice di gara che riuscì
a rimediare qualche ceffone nella mischia.
Intervenuti i dirigenti dellEmpedoclina
subito tutto si placò. Così il responso:
cinque anni di squalifica a testa per Alessio
e Massimiliano Spataro, uno per Carmelo
Stagno e tre giornate di squalifica per
Bonvissuto, Sclafani, Termini e Grilletto.
Fu difficile andare a ricucire una situazione
che sembrava compromessa per la società, che
vedeva sfumare già nel primo anno il
progetto da realizzare. Si tentò così
ancora la carta del ripescaggio
consapevoli dei titoli in possesso, per
partecipare alla graduatoria di ammissione al
campionato di eccellenza. Il Consiglio
Regionale, riunitosi in data 14 luglio 2004
deliberò lammissione
nel campionato di eccellenza con punti 114
per lEmpedoclina.
Fra lascesa della destra al governo
italiano, lentrata della moneta unica
nei paesi delluro, la guerra di
Bush a Saddam Hussein che coinvolge anche il
nostro Paese; la piccola Empedoclina inizia
un nuovo campionato. Primo passo
lallenatore. Arriva Peppe Catalano, ex
giocatore di Messina, Udinese ed Akragas, una
certezza. Arrivo sulla fiducia
reciproca, dopo aver recepito la serietà dei
dirigenti. Così dice lui, e da una base si
costruisce la squadra per il campionato 2004
2005. Gli innesti di Manganello,
Butticè e Dario Forte in difesa, Montagna e
Di Piazza a centrocampo, con lapporto
di Rosario Cinquemani in attacco, ecco
configurarsi la nuova squadra. Linizio
è un poco difficile, ma con il lavoro, il
rientro dalle squalifiche e limpegno di
tutta la società, riescono a portare
lEmpedoclina a ridosso delle prime in
classifica e già i propri sostenitori
sognano un probabile salto di categoria.
Tante soddisfazioni si prendono Catalano e
compagni. Battere lAkragas, fermare la
Nissa, sfiorare la vittoria, se non fosse
stato per larbitro a regalare un calcio
di rigore, alla capolista Campobello di
Mazara; vincere il derby con il Pro Favara,
ecc. ecc. Si, un campionato come matricola e
rivelazione nello stesso tempo. Altri fattori
purtroppo influenzano il percorso della
squadra del presidente Speranza. Contro il
Carini, quando già lEmpedoclina sta
vincendo per uno a zero, viene concesso dal
segnalinee un rigore che nessuno aveva visto,
neppure larbitro. Questo episodio fa
perdere la tranquillità ai giocatori, che
immediatamente subiscono unaltra rete,
la sconfitta e la furia dei tifosi, che alla
fine della gara effettuano una invasione di
campo che diviene il crollo a quanto di buono
avevano costruito la società con i giocatori
e lallenatore. Il verdetto del giudice
sportivo è nefasto. Nove
mesi di squalifica per lo stadio
Vincenzo Collura. Tutte le
partite da giocare in trasferta, sarebbe
stata una mazzata tremenda per qualsiasi
società. Ma lEmpedoclina regge
abbastanza bene. Mentre sta scorrendo un altro
campionato, muore Papa Giovanni Paolo II.
Durante lagonia del Santo Padre, in suo
rispetto vengono sospesi tutti i campionati
che si stavano disputando.Si arriva allultima
gara di campionato in casa dellAkragas.
Una vittoria consentirebbe di disputare i
play off, mentre una sconfitta ci porterebbe
alla lotteria dei play out. E una gara
dal tono nervoso molto elevato, ma alla fine
è pareggio ed Akragas e Empedoclina si
collocano nella fascia di metà classifica,
quella che consente anche la tranquillità
economica.
Pensare a migliorarsi,
è per una società che vive in buona salute,
un obiettivo minimo; a maggior ragione per
l'Empedoclina, che si era posta una programmazione
a scadenza triennale. Dopo tanti anni alla
guida della società, il nuovo direttivo crea un
assetto diverso, ponendo Giuseppe Speranza non più
alla presidenza, ma a una carica di riguardo come
quella di presidente onorario. La politica degli
"empedoclini per l'Empedoclina" mette alla porta l'ottimo tecnico Catalano.
L'allenatore Fortunato Policardi, poco prima dell'inizio del campionato, per divergenze con la società, lascia
la guida della squadra; al suo posto viene chiamato Lillo Farruggia. L'Empedoclina parte alla grande, vincendo
contro Raffadali, Pro Favara, Trinacria Gela e Palazzolo (per ricordarne alcune). Alla fine del girone di andata,
i granata si ritrovano fra le prime in classifica. Il girone di ritorno invece, fra sfortuna e malumori diventa un
disastro. L'Empedoclina perde posizioni su posizioni e la classifica ogni settimana si va facendo sempre più difficile.
Ogni gara diviene un esame per il suo allenatore che alla fine deve dimettersi, non trovando più soluzioni per
ridare fiducia alla squadra. Allora dal 14 marzo in poi, viene richiamato a raddrizzare le cose quel Peppe Catalano
scartato ad inizio campionato. Catalano con tutta la rosa della squadra, anche se con la gara dei play out disputata a Caltagirone contro il Rosolini e vinta alla grande per tre a zero, riesce a salvare l'Empedoclina; mentre i dirigenti della società cercano una via di uscita, consegnando a Peppe Deni ex patron di Akragas e Pro Favara, le sorti della gloriosa squadra marinara, ancora prima della fine del campionato che si stava svolgendo.
Il 25 aprile dalla finestra di questo sito, quando la nuova società si stava insediando, scrivevo questi pensieri: "Guardiamo ieri. Un presidente operaio che mantiene per quasi dieci anni una società, stabilizzando il massimo delle ambizioni in un campionato di "promozione". I tempi cambiano certo, ma l'Empedoclina la vedrei invece collocata al massimo a competere nel campionato di "eccellenza"; magari vedendola sempre fra le prime cinque e non pensando di potersi bruciare in ambizioni che non sopporterebbe in un contesto sociale nel quale si sta vivendo a Porto Empedocle in questi anni. I nostri giovani vanno a cercare lavoro al nord, chiudono le fabbriche, il porto è in piena crisi e non girano più soldi come succedeva negli anni sessanta e settanta. Guardiamo quindi la realtà, perchè di solito il calcio rispecchia sempre la società nella quale si vive".
Inizia il campionato 2006 - 2007, consapevoli che l’Empedoclina sta vivendo un periodo nero, risultante degli ultimi anni di precaria gestione societaria. Quando alla fine dello scorso campionato Deni rilevava la società uscente, si era avuto un barlume di speranza che le cose potessero mettersi in sesto, purtroppo così non è stato. Durante la preparazione estiva, molti grossi nomi giravano nell’ambiente e i tifosi sognavano. Ci si è svegliati con una rosa di giocatori limitata al massimo, e i risultati di questo campionato non hanno avuto più significato. I problemi erano altri. L'Empedoclina rischiava di sparire, perchè Deni, dopo aver fatto allontanare completamente tutti i giocatori, si preparava a vendere il titolo sportivo. L'intervento dell'amministrazione comunale con il Sindaco Firetto, facevano da tramite per una contrattazione che vedeva nella controparte, l'interessamento a salvare l'Empedoclina di Fortunato Policardi e Raimondo Filippazzo, dagli interessi esclusivamente personali ed economici di Giuseppe Deni. Dopo una tormentata contrattazione, che tiene con il fiato sospeso chi ama veramente l'Empedoclina, si riesce a riportare la squadra granata agli empedoclini. Policardi fa mezzo passo indietro, rimanendo solo responsabile del settore giovanile con la scuola calcio, mentre Filippazzo inizia a costruire le basi per il rinnovo della società. Nel frattempo il campionato va avanti, e dopo che l'allenatore Catalano, lascia nelle mani del suo "secondo" De Rosa la squadra composta ormai da juniores e allievi, si cerca di portare al termine il campionato di eccellenza, con il solo scopo di far fare esperienza ai giovani e onorare il campionato. A dire il vero, si avvicinano di propria spontanea volontà e senza pretesa di compenso economico, solo per dare man forte, i giocatori: Sclafani, Ferrara Calogero, Mercante, i fratelli Trupia, Ballone e Ciulla Gabriele; mentre avevano deciso di restare nelle file granata: Amella e Ruvio. Il campionato di promozione 2007 - 2008, inizia con buoni propositi. Si rafforza la rosa con alcuni giocatori empedoclini, perchè di soli empedoclini è composta la squadra, più i ragazzi provenienti dal vivaio. La società è stabile, non ha debiti e viene fatto tutto in economia per affrontare un campionato con lo scopo di salvarsi senza soffrire. Questa è la linea da seguire e lo ripetono spesso il presidente Giorgio Lo Presti e l'allenatore Raimondo Filippazzo. Ma a campionato inoltrato i risultati mancano, si precipita sempre più in basso nella classifica. E' chiaro che ci vorrebbero dei rinforzi, specialmente in attacco, ma ciò non avviene. I componenti della società ritengono di non sprecare ulteriori risorse economiche per rinforzare la squadra, pensando che anche con una retrocessione, effettuando richiesta di "ripescaggio" si riesca a salvare una stagione.
LA
FINE
La realtà molte volte è diversa da come vorremmo che i fatti possano accadere o programmare, a maggior ragione, quando ci si aspetta che "altri" possano risolvere i problemi economici. L'obiettivo minimo viene raggiunto, non essere retrocessi direttamente. E' una rete all'ultimo istante contro al Corleone che porta l'Empedoclina ad andare a disputare lo spareggio retrocessione contro il Raffadali sul campo neutro di Favara in una gara singola. Anche se la volontà dei ragazzi non manca, i valori in campo sono molto diversi. L'Empedoclina deve solo vincere per salvarsi, ma perde. Allora i pensieri vanno tutti a come impostare la "pratica ripescaggio" quasi subito dopo la fine della gara. Il grosso problema della disponibilità dello stadio Collura, vincolata da una agibilità che ancora non c'è, non lascia dormire sonni tranquilli.
Si guarda passare inesorabile il tempo, senza vedere uno spiraglio che possa far capire che si sta lavorando per salvare l'Empedoclina, quasi sia divenuta un peso che nessuno vuol sostenere. Dicono che il Sindaco abbia rimandato il problema dello stadio ad inizio della nuova stagione calcistica, mentre l'assessorato di competenza non può elargire nessuna somma per il tanto desiderato "ripescaggio". Passa ancora qualche giorno e da un quotidiano leggo, che l'Empedoclina ha effettuato fusione societaria con l'Aragona, per disputare il campionato di prima categoria. E' la formula per dire che la nostra U.S.D. EMPEDOCLINA non esiste più, infatti nessun giocatore passa nella nuova squadra, la denominazione della nuova società, compresa la matricola, non fanno riferimento all'Empedoclina, non fosse altro per il titolo rilevato. Si va a scrivere così la parola fine alla storia della nostra gloriosa società. Mi è sembrato opportuno concludere, andando ad estrarre una frase, dal commento inviatomi da una persona, che ha avuto da sempre nel cuore l'Empedoclina e che adesso riporto in queste righe che sono le ultime rimaste:
"Io mi sento come il figlio che perde il genitore affetto da grave e inguaribile malattia, triste ma risollevato che finalmente questa sofferenza sia finita, con la dignita' che si meritava. Adesso rimangono i ricordi, le memorie, migliaia di aneddoti, lampi di trionfi, e bufere di dimensioni mastodontiche."
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